martedì 10 gennaio 2012

Massimo Bigioni insignito del premio culturale 2011 “Arte Seraphicum” pubblico riconoscimento al merito


E’ andata al pittore Massimo Bigioni, nativo di Leonessa in provincia di Rieti, il premio culturale 2011 “Arte Seraphicum” pubblico riconoscimento al merito.
La consegna della targa si è svolta all’interno della “Serata dell’Artista” ideata ed organizzata dall’editore della rivista Urbis et Artis Gastone Ranieri Indoni.
Una giuria di tecnici, presieduta da Anna Maria Salvati e composta dai critici d’arte
Emidio Di Carlo, Mara Ferloni, Sonia Terzino ha ritenuto Massimo Bigioni l’artista più idoneo ad essere insignito di questa prestigiosa onorificenza.
“Bigioni – spiega la giornalista, critica d’arte e gallerista Sonia Terzino che ha consegnato la targa – racchiude e porta in se tutti i tratti del vero artista. Vive e si nutre quotidianamente della sua arte nella quale profonde amore ed energie illimitate. Con Massimo la pittura torna agli antichi splendori, sulle sue tele tornano a vivere le emozioni dei grandi maestri del passato. Osservando i lavori di Bigioni la mente corre immediatamente alle opere d’arte di Caravaggio, del Murillo, di Tiziano, di Antonello da Messina, il tutto sapientemente interpretato da un artista del nostro tempo che, con un occhio, guarda ai grandi della storia dell’arte, ma che poi con le sue doti pittoriche riesce a proiettarsi nel futuro più lontano.
In Massimo la pittura è vita, è energia pura, che esce dal quadro e si espande nell’universo. I personaggi che popolano le sue tele sono figli della sua terra, è da quella realtà che quotidianamente Massimo prende spunto per i suoi lavori. Tuttavia grazie alle sue capacità valica i confini delle austere montagne e parla il linguaggio dell’arte universale.
Con lui nasce una nuova corrente pittorica che è quella del “puro realismo”. Bigioni attraverso i suoi personaggi carismatici, popolari, pieni di forza e di vigore, dotati della dignità di saper sopportare il dolore, getta le basi del nuovo manifesto dell’alienazione, dei turbamenti esistenziali dell’umanità del nostro tempo.
Queste donne e questi uomini, che nascono tra le montagne reatine, racchiudono e portano in se tutti i dolori dell’umanità contemporanea, passano nei loro occhi, tra le rughe delle mani e dei loro volti le sofferenze delle madri dell’Iraq, della Bosnia ed Erzegovina, della Palestina e Gerusalemme, delle donne che quotidianamente vengono stuprate, malmenate, dei padri che perdono i figli ed il lavoro, dei milioni di bambini che ogni giorno muoiono di fame. Massimo con la sua pennellata decisa riesce a raccontarci tutto questo. E’ raro trovare un artista dove convivono felicemente la forza dei personaggi e quella del colore. Non esiste un confine tra l’uno e l’altro, tutto è armonioso, non si sa se nasce prima il disegno o poi la cromia, quello che si evince è che forma e colore prendono vita sincronicamente e si danno reciprocamente luce.
Il risultato è che sono lavori che vivono sempre al di fuori del tempo e dello spazio, e se è la provincia che gli da’ i natali è poi l’universo mondiale il contesto che gli appartiene.
Anche nella pittura sacra Bigioni non punta ad un classicismo di maniera e non trova disdicevole far indossare i panni delle sue Madonne e dei suoi Santi a personaggi popolari, scarni. Tra la sua gente Massimo trova il volto della Madonna, di San Giuseppe da Leonessa, di Gesù e riesce a farlo con una religiosità profondamente pura, trovando in ogni essere umano il riflesso del Divino. Se in alcuni tratti è il cinquecento ed il seicento la fonte d’ispirazione per le sue creazioni, scopriamo un background ancora più antico che affonda le proprie radici nell’arte preraffaellita e peruginesca. Le Madonne di Bigioni hanno il capo coperto, il volto basso, pudico, prive di fronzoli come quelle di Cimabue e Giotto. Questa commistione di stili, di reminiscenze storiche, di vite vissute di un patrimonio genetico mondiale fanno di Bigioni un artista di vero talento che ha saputo dare un nuovo corso alla pittura contemporanea. Lontano dalle mode del momento, lontano dalla tecnologia moderna, Massimo ha saputo fare del suo sapere, della sua genuinità, la fonte primaria della sua arte. Osservandolo attentamente si torna indietro nel tempo, nel suo fisico michelangiolesco, in quello sguardo diretto, puro, troviamo tutta la forza del gladiatore, il diretto discendente della stirpe degli Equi, popolazione così chiamata per il loro amore per la giustizia e che si insediarono nei territori reatini tra l’era paleolitica e neolitica. L’ultimo custode di un sapere atavico, che solo le rocciose montagne hanno saputo preservare e tutelare. Massimo è tutto questo, l’uomo e l’artista vivono sulle sue tele che riflettono un animo bello, nobile, sublime di una persona che riesce quotidianamente ad elevarsi al di sopra delle miserie umane. Bigioni ha trovato nell’arte il veicolo per esorcizzare le sue e le nostre sofferenze, ma in modo particolare ha trovato la parte più bella di se stesso che ogni giorno con forza, saggezza e bellezza riesce a far vivere.


Ufficio Stampa
Sonia Terzino
giornalista, critica d’arte, gallerista

giovedì 29 dicembre 2011

_A Massa Martana "Arte sotto l'albero"


“Arte sotto l’Albero” questo il titolo dell’esposizione di arte contemporanea che si sta tenendo in questi giorni in piazza Umberto I di Massa Martana Perugia. L’evento organizzato da Enrico Regni e Claudio De Bonis del portale artinumbria.net con la collaborazione della giornalista e critica d’arte Sonia Terzino si inserisce all’interno della decima edizione di Presepi d’Italia.
Alla mostra d’arte, che si avvale del patrocinio del comune di Massa Martana e di Confartigianato imprese Perugia prendono parte: Valentina Angeli, Massimo Bigioni, Alvaro Caponi, Gabriella Maino, Fausto Ciotti, Fabrizio Mecarelli, Michela Meloni, Monia Romanelli, Loretta Bernardini, Cristina Giuliani, Mauro Rampiconi, Lello Negozio, i fotografi d’arte Francesco Castellini e Renzo Cianchetti lo scultore Marco Coraggi.
“Quest’evento – spiega Claudio De Bonis – nasce con l’intento di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea. In mostra ci sono sia opere di artisti di valenza internazionale che giovani esordienti, ma tutti dal mio punto di vista degni di nota. Inoltre queste manifestazioni nascono anche con lo scopo di creare delle buone sinergie tra operatori culturali, istituzioni ed amanti dell’arte”.
La mostra si potrà visitare fino al 6 gennaio con orario 15,00 – 20,00 ed ingresso gratuito.

Sonia Terzino

Ufficio Stampa

martedì 29 novembre 2011

Le Nozze di Cana di Massimo Bigioni saranno presentate al Leohotel di Leonessa in provincia di Rieti


Sarà ufficialmente presentata domenica 11 dicembre alle ore 17,00, presso il Leo Hotel, in Largo Gonesse 1 di Leonessa in provincia di Rieti, l’opera di Massimo Bigioni “Le nozze di Cana”. All’evento, oltre a nomi illustri del mondo della cultura e dell’arte contemporanea, saranno presenti l’Ambasciatore dell’Iraq presso la Santa Sede di Roma Sua Eccellenza Habeeb Mohammed Haidi Ali Al Sadar, il Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, il Presidente del consiglio comunale di Rieti Gianni Turina, il Padre Provinciale dei Cappuccini dell’Aquila Carmine Ranieri, il direttore sanitario della SS Lazio, specialista della medicina dello sport Ivo Pulcini, l’artista di fama mondiale William Tode, i critici d’arte Emidio Di Carlo, Sandro Costanzi, Carlo Roberto Sciascia e Sonia Terzino, la scrittrice Elisabetta Comastri e il Presidente dello Spoleto Arte Festival Luca Filipponi. Il lavoro è stato commissionato al valente artista reatino da Giuseppe Rauco, proprietario del Leo Hotel. L’opera che ha realizzato Bigioni, ispirandosi al primo miracolo di Gesù è un acrilico su tela di imponenti dimensioni, un metro ed ottanta per un metro e quaranta,
“Si è infiltrato nel mio cuore – afferma l’ambasciatore dell’Iraq parlando di Massimo – ancor prima di chiedere permesso alla mia mente. Quando l’ho incontrato la prima volta ho avuto la sensazione che una strana coincidenza mi avesse portato ad un artista unico nel suo genere. L’eleganza della sua natura unita all’ingegnosità della sua arte, la delicatezza della sua sensibilità e la sua disponibilità ad accogliere argomenti inerenti la pace, il dialogo ed altri valori, svelano il perché della mia apertura verso questo magnifico artista”. In realtà Massimo Bigioni racchiude in se tutti i tratti dei grandi pittori del passato che vivono e si nutrono della propria arte.
“Massimo – scrive William Tode – prosegue con le sue creazioni sulla scia della grande tradizione artistica ottocentesca che hanno caratterizzato tutte le scuole pittoriche umbre, laziali e partenopee. Questo è ciò che contraddistingue l’arte di Bigioni, che persegue in splendida solitudine, da autodidatta con dignità esecutiva, una pittura onesta, robusta per impianto sia stilistico che compositivo, mettendo a fuoco aspetti della vita miserevoli di tutti i giorni, del suo proletariato montano”. Massimo Bigioni vanta alle spalle un curriculum di tutto rispetto, tra i tanti riconoscimenti e mostre sia collettive che personali tenute dall’artista ricordiamo la partecipazione al festival internazionale del dialogo tra i popoli sezione pittura, scultura e poesia presso l’Ambasciata dell’Iraq in Italia, mostra personale presso la biblioteca del senato sala Giovanni Spadolini e dono dell’opera “In Movimento” al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mostra personale alla galleria comunale di Rieti, partecipazione alla 31° edizione del premio internazionale “Fontane di Roma” omaggio a Giovanni Paolo II Sala Protomoteca in Campidoglio, è stato presente per due anni consecutivi all’Expo internazionale Spoleto Arte Festival e al’ Expo Arte internazionale Salvador De Bahia. “Pensando alle Nozze di Cana – scrive la critica d’arte Sonia Terzino – immediatamente vengono in mente i lavori di Paolo Veronese e di Hieronymus Bosch, Bigioni ha saputo dare dell’evento una sua propria e particolare interpretazione. E’ la luce che, sapientemente catturata ed immortalata, invade il volto e gli occhi di Gesù il tratto distintivo del lavoro. Un quadro realizzato con un perfetto equilibrio pittorico dove si fondono felicemente fisica e metafisica. La tela emana una profonda armonia giocata su tre elementi basici: il miracolo del Cristo, la maternità e lo scorrere dell’acqua che da lì a poco diverrà vino. Tre elementi che sono fonte di vita. Quella per cui il figlio di Dio si è fatto uomo ed è venuto sulla terra per dare all’umanità la salvezza e la vita eterna”.


Sonia Terzino
Ufficio Stampa

martedì 18 ottobre 2011

Armando Fanelli - Password

Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 18,00 presso lo Studio Arte Fuori Centro di Roma, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Armando Fanelli Password a cura di Dario Ciferri.



L’esposizione rimarrà aperta fino all’11 novembre, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00

L’evento è il terzo appuntamento di Spazio Aperto 2011 ciclo di quattro mostre in cui i critici invitati dall’associazione culturale Fuori Centro, tracciano i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.

"Armando Fanelli attraverso Password compie un lavoro intorno all’uomo, all’omologazione, al bisogno di libertà e di connessione. Il video e gli scatti fotografici ci mostrano una serie di sacchi a pelo da cui le persone escono mettendosi in posizione verticale. A completare l'installazione ci sarà una performance dell'artista che durante l'inaugurazione entrerà in connessione con le persone presenti. Il sacco è come una crisalide, un luogo protettivo, dove ci troviamo isolati, liberi ed imprigionati nello stesso tempo. E’attraverso la Password che la situazione muta. Immettendo il nostro codice emerge la nostra individualità che insieme alle altre dà vita a una collettività complessa, ricca e viva, fittizia e illusoria. È un modello sociale virtuale e contraddittorio, perché l’emergere dell’individuo nel nuovo mondo che stiamo creando appare vincolato all'uso di codici che gli permettono di entrare in relazione". (Dario Ciferri)

info
Studio Arte Fuori Centro
Via Ercole Bombelli 22,
00149 Roma
tel 06.5578101 – 328.1353083
email info@artefuoricentro.it
web www.artefuoricentro.it

lunedì 17 ottobre 2011

Rocco Dubbini - I marinai valgono più delle navi, le opere d'arte valgono più degli artisti

Domenica 23 ottobre la Galleria Marconi e Design? Studio Associato presentano la personale di Rocco Dubbini, intitolata I marinai valgono più delle navi, le opere d'arte valgono più degli artisti. La mostra sarà inaugurata alle ore 18.00 presso gli spazi dello studio di architettura in via D’Annunzio n°36 a San Benedetto del Tronto. L’evento è a cura di Dario Ciferri.



La personale di Rocco Dubbini è il primo appuntamento di Traditeci pure… ma non lasciateci soli, la rassegna di mostre che la Galleria Marconi organizza per la stagione 2011/2012.
Grazie alla collaborazione con lo studio Design? la Galleria Marconi sbarca a San Benedetto del Tronto allestendo un nuovo spazio dedicato all'arte Contemporanea che si affianca a quello storico a Cupra Marittima. “Traditeci pure… ma non lasciateci soli!” è il nome del progetto nato dal fortunato incontro.
L’idea è quella di diffondere sul territorio regionale la passione per l’arte e il design, due mondi che spesso si toccano e giocano a dialogare tra loro. La Galleria Marconi continua così la sua operazione di promozione artistica all’esterno del proprio ambiente, sperimentando altri luoghi rispetto a quelli canonici. Design? Studio Associato si propone di superare i limiti di uno studio di architettura per diventare promotore di cultura e offrire nuove prospettive a chi frequenta i suoi spazi, che verranno inaugurati in occasione della mostra.
Accomunati dallo stesso spirito critico di ricerca, applicato alle arti visive, all’architettura e alla progettazione, la collaborazione vuole dare il via ad un nuovo percorso di studio e sperimentazione attraverso l’analisi e la rielaborazione della realtà che ci circonda.

“Il mare divide, il mare unisce. È un ponte tra civiltà, una fonte di vita, sostegno, ricchezza, è la possibilità di viaggiare, sognare sperare in una vita migliore, eppure è spesso scena di tragedie, dolore, morte. Chi vive sul mare, chi vive del mare questo lo sa bene. Il lavoro, la vita, la fatica, la speranza sono intrecciati tra loro in maniera forse indissolubile. Rocco Dubbini parte da un episodio di storia locale, uno dei più tragici, per creare un ponte con le tragedie che oggi solcano il Mediterraneo. È un’installazione che vuole rimettere al centro della coscienza, della vita e dell’economia l’importanza della vita umana, come valore imprescindibile di ogni scelta. Il lavoro è importante ma prima di tutto deve essere salvaguardata la dignità dell’essere umano. I marinai valgono più delle navi – le vite umane valgono di più del benessere”. (Dario Ciferri)

Traditeci pure ci sono tante cose da vedere, l’arte è un fiume che accoglie, raccoglie sedimenta e spande. Guardate le mostre, cercate l’arte, visitate gallerie, musei, luoghi contaminati, senza preconcetti ma anche senza superficialità. L’importante è non farsi ingannare, lealtà e infedeltà camminano spesso insieme. Andate… ma non lasciateci soli.


scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Dario Ciferri
testo critico/art critic by Dario Ciferri

traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities
http://www.rivieraoggi.it

fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco - Roberto Montani

webmaster
http://www.siscom.it

Partner
cocalosclub.it

dal 23 ottobre al 23 dicembre
from 23th october to 23th december
orario: lunedì-venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
opening time: mon-fri 9 am to 1 pm - 2 pm to 6 pm
sabato e domenica su appuntamento
saturday and sunday on date


info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi
blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

Design? Studio Associato
via Gabriele D’Annunzio, 36
63039 San Benedetto del Tronto (AP)
tel 0735584088
email info@forsedesign.it,
web http://www.forsedesign.it
Facebook https://www.facebook.com/pages/Design-Studio-Associato/185922531460555

venerdì 22 luglio 2011

La Galleria Marconi partecipa a Libertà e Destino



Sabato 23 luglio alle ore 19.00, presso Palazzo Buonaccorsi a Macerata inaugura la mostra Libertà e Destino a cura di Paola Ballesi e Roberto Cresti.
La mostra sarà aperta dal 23 luglio al 3 settembre, dalle 10.00 alle 19.00, tutti i giorni ad esclusione del lunedì.

Mostra di arte contemporanea organizzata da ADAM (Accademia delle arti Macerata) in collaborazione con l’Associazione culturale DiViniVersi, l’Istituzione Macerata Cultura, il Comune di Macerata, l’Associazione Arena Sferisterio, con il patrocinio della Provincia di Macerata e con il contributo finanziario della Camera di Commercio di Macerata.
La mostra, una delle iniziative più significative del ricco programma delle attività collaterali organizzate con il contributo della Camera di Commercio di Macerata per la rassegna Sferisterio Opera Festival 2011, propone una rivisitazione del tema Libertà e destino che sottende la stagione lirica di quest’anno facendone un appuntamento davvero speciale per i melomani e per quanti hanno il desiderio di vivere il clima del proprio tempo .
Del resto è l’arte in tutte le sue articolazioni, prima e meglio di ogni altra concettualizzazione, a rendere manifesto e urgente il problema della libertà e del destino, soprattutto da quando l’incertezza ha fatto irruzione nel sentire contemporaneo, sia nelle conoscenze che nelle coscienze rendendo sempre più instabili i paradigmi e i criteri con i quali tradizionalmente viene affrontata ogni dimensione e sfera del vivere, al punto da mettere in gioco la stessa libertà, coessenziale ad ogni agire pratico, etico e politico.
In questo contesto e nel solco di queste considerazioni si snoda il percorso narrativo della mostra articolato in tre sezioni tematiche: Vanitas Vanitatum, Sulle ali della libertà e Sorte, fortuna, destino.











Le 30 opere presentate sono composte con le tecniche più svariate, da quelle tradizionali alle nuove tecnologie, ma con una forte prevalenza della fotografia che nel panorama artistico attuale sembra più attrezzata ad esprimere lo spirito e l’immaginario del nostro tempo.
Tra i 10 artisti, oltre a Mauro Mazziero e alla giovanissima Elena Giustozzi, espongono tre soci ADAM - Accademia delle Arti di Macerata: Francesca Gentili, Michele Mobili e Simona Scarpacci e quattro artisti proposti dalla Galleria Marconi di Cupra Marittima: Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Sabrina Muzi e Rita Vitali Rosati. Ma tra tutti spicca la straordinaria figura di Luigi Di Sarro, medico e artista, già docente di anatomia all’Accademia di Belle Arti, prima di Macerata poi di Roma, che negli anni Sessanta e Settanta aveva maturato un’importante ricerca sperimentale sul linguaggio figurativo e le sue forme. Una ricerca nutrita di grande libertà espressiva, libera come la sua giovane vita improvvisamente interrotta la notte del 24 febbraio 1979 quando incontrò un tragico assurdo destino così riportato dalle cronache dell’epoca: “agenti in borghese che piantonano l’abitazione di Andreotti uccidono Luigi Di Sarro che, alla guida della sua Porche, non si ferma all’alt (aveva scambiato gli agenti per rapinatori)”.


mercoledì 20 luglio 2011

I riflessi di luce di Valentina Angeli


Frammenti rarefatti di luce che brillano tra le fronde degli alberi, che accendono albe e tramonti e si riflettono nello scorrere lento di ruscelli e laghi incantati. Questo il leitmotiv dei lavori di Valentina Angeli, giovane pittrice umbra che ha fatto della luce, sapientemente catturata ed immortalata sulla tela, il tratto distintivo della sua produzione artistica. Con “Riflessi di luce” l'artista ha ufficialmente presentato la sua prima mostra personale presso l'agriturismo Pian del Tevere di Torgiano domenica 17 luglio. L'evento è stato ideato e curato dalla giornalista, gallerista e critica d'arte Sonia Terzino. L' Angeli propone oltre venti tele che raccontano il cammino da lei svolto in questi anni. Valentina ha mosso i primi passi nel mondo dell'arte contemporanea frequentando lo studio del valente maestro ternano Mario Chiocchia. La creativa fin dall'inizio ha dimostrato di possedere innate doti pittoriche che nel corso degli anni è andata sempre più affinando e migliorando fino ad arrivare ad un suo personale percorso artistico.
Tra cielo e terra, tra umano e divino, spaziano le creazioni di Valentina, opere in cui l'artista supera i confini del tempo e dello spazio e si ricongiunge con l'Assoluto. Nella creazione il mistero della vita, ed è questo flatus che ogni volta la pittrice ricerca e riproduce.
I suoi non sono solo paesaggi, ma in modo particolare sono stati d'animo, emozioni, sensazioni, è l'interiorità dell'artista che emerge e si perde nelle meraviglie del creato ed è un crescendo di luci e colori che innalzano l'uomo a Dio. Così nelle tele della creativa si susseguono il tempo e lo scorrere delle stagioni, un ritmo scandito da quegli alberi che si innalzano imponenti verso il cielo e si confondono con le nuvole. Valentina nei suoi lavori annulla le distanze e tutto torna a nuova vita.
Un canto antico aleggia sulle tele della pittrice, una musica ancestrale che unisce tutti i popoli della terra, dall'oriente all'occidente, con quell'amore universale che rende ogni microcosmo una parte del Tutto. In questo modo Valentina immortala il suo amore per la vita, per la natura, per la famiglia, e trovano spazio i sentimenti ed i valori più intimi e sinceri dell'artista, dando anche al più piccolo essere inanimato una dimensione inedita e diversa. Quello di Valentina è un panteismo di greca memoria riletto e rivisitato dagli occhi di una donna del terzo millennio che trova anima e vigore tra le bellezze di verdi campi ed alte fronde.
In ogni cosa Valentina scruta l' anima, l' essenza e la sua natura non è quella matrigna di leopardiana memoria, ma è la Grande Madre da cui tutto prende vita ed origine. E' la natura magnanima in cui molte volte si è persa la penna di Saffo, quella tumultuosa del D'Annunzio, la natura cantata ed osannata da San Francesco, è la stessa musicata da Beethoven, in questo filone si collocano le creazioni della pittrice, che fonde nei suoi lavori pittura, musica e poesia.
Valentina prende l'uomo dell'era contemporanea e lo invita a riflettere, a fermarsi, a trovare il tempo per scrutare nel profondo del proprio cuore e lo porta nei lidi infiniti e sconfinati della bellezza, della purezza incontaminata che solo un'autentica opera d'arte racchiude. Opere dell'artista si trovano in permanenza presso la galleria l'Arte Reale di Bettona e di Cassano Magnago (Varese); molti i premi ed i riconoscimenti che la pittrice ha ricevuto: è stata vincitrice del premio Roberto Quacquarini ed Insula Romana 2010, seconda classificata sezione pittura figurativa Premio Eureka 2011, selezionata tra i primi undici tra i settanta partecipanti al premio internazionale Spoleto Festivalart 2011, mentre in novembre le opere dell'artista saranno esposte in una mostra personale presso il museo Villa Colleredo Mels di Recanati.
La mostra, si può visitare fino al 28 luglio con orario continuato ed ingresso gratuito.

Sonia Terzino
Ufficio Stampa