lunedì 30 agosto 2010

Naturacultura a Matera

La Galleria Teknè di Potenza, la Galleria Marconi di Cupra Marittima (AP) e l’Associazione Culturale ZOE sabato 4 settembre alle 18.00 presentano Naturacultura, un progetto formato da tre collettive che si incontrano nello spazio della Chiesa di Santa Maria de' Armenis di Matera.



Naturacultura è l’anteprima di Arteknè, Fiera Internazionale Arti Contemporanee, che sarà ospitata a Maratea dal 24 al 27 Settembre 2010. Inaugurerà la mostra Gianluca Marziani direttore di Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto e curatore del Premio Terna, nonchè oggi curatore, insieme a Giuseppina Travaglio, di ARTEKNE.
Il progetto è curato da 3 critici: Simonetta Angelini, Cristina Petrelli e Dario Ciferri.
Simonetta Angelini presenta i lavori di: Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Rocco Dubbini, maicol e mirco, Ivana Spinelli, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati.
Cristina Petrelli presenta i lavori di: Daniele Duranti, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Giorgio Pignotti e Giovanni Termini
Dario Ciferri presenta i lavori di: Roberto Cicchinè, Paolo Consorti, Armando Fanelli, Pastorello, Josephine Sassu e Gabriele Silvi.
Naturacultura in primo luogo realizza l’incontro tra due realtà culturali che operano in nell’Italia centro-meridionale: la Galleria Marconi e la Galleria Teknè, un incontro che sviluppa sinergie idee e scambi tra realtà diverse che hanno però uno scopo comune, promuover e fare crescere l’arte contemporanea.
“Naturacultura è un progetto che pone l’accento su uno degli argomenti più sentiti nel panorama artistico contemporaneo, quello del rapporto, appunto, tra Natura e Cultura. La Natura non deve e non può essere considerata solo dal punto di vista botanico o decorativo. Osservando i lavori esposti emerge una situazione di crisi, un allontanamento dalla natura che brucia come una ferita. L’essere umano deve tornare ad avere la consapevolezza che è parte della Natura, non è al di fuori di essa né al di sopra, non può né controllarla né modificarla o finirà per distruggerla.
Naturacultura è formata da tre collettive che si collocano nello spazio urbano, insieme, ma ciascuna indipendente dall’altra, come tre alberi che sono partiti dalle stesse radici per dare nuovi frutti, quasi fossero idee che crescono e nutrono nuovi pensieri e questo è importante per chi ha l’ambizione di fare cultura”. (Franco Marconi – Galleria Marconi).
Come simbolo del progetto è stato scelto il fungo atomico che si è innalzato sotto il cielo delle isole Bikini, un fungo che non rappresenta la vita, bensì la morte, il tentativo folle dell’uomo di controllare le energie del mondo, l’emblema di un falso progresso scientifico che ha portato distruzione e sofferenza, insomma un mondo che non è in armonia con la Natura ma vuole controllarne e dominarne le forze.


Scheda tecnica

Supervisori: Franco Marconi - Giuseppina Travaglio
Curatori: Simonetta Angelini, Cristina Petrelli, Dario Ciferri
Testi critici: Simonetta Angelini, Cristina Petrelli, Dario Ciferri
Durata: dal 4 settembre al 30 settembre
Orario: dalle 11,00 alle 13,30 e dalle 17,00 alle 20,30

Sede della mostra
Chiesa di Santa Maria de' Armenis
via San Francesco da Paola
Matera


Per Informazioni
info@artekne.com
http://www.artekne.com
Sede
Via Isca Del Pioppo, 144 - 85100 Potenza (ITALY)
Tel + fax: 097152662 -329227810

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi

martedì 13 luglio 2010

SCANNER: Le Città Elettroniche di Mario Sasso


La Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP) ospiterà, a partire da sabato 7 Agosto 2010, la mostra: SCANNER: Le Città Elettroniche di Mario Sasso.
Si rinnova l’appuntamento con la grande arte che l’amministrazione comunale della città della riviera delle palme promuove, nella persona del Sindaco Giovanni Gaspari e dell’Assessore alle Politiche Culturali dott.ssa Margherita Sorge.
Ogni anno, nel periodo estivo, addetti ai lavori e non hanno la possibilità di confrontarsi con autori e tematiche artistiche di primissimo piano.
Quest’anno è la volta dell’artista MARIO SASSO, uno dei più grandi autori dell’arte elettronica in campo internazionale.
Nelle varie sale della Palazzina Azzurra saranno visibili “I Teli” e “I Pacchi”, installazioni delle opere pittoriche realizzate mediante l’utilizzo dell’elettronica e le installazioni dei video tra i quali “La Torre delle Trilogie”, visibile per la prima volta in Italia dopo il restauro, “Foot Print”, premio Golden Nica alla rassegna Ars Electronica di Linz.
La mostra è a cura del critico d’arte Giancarlo Bassotti.
Allestimenti: Per Eventi e Comunicazione di Renato Barchiesi
Catalogo: Grafiche Ricciarelli, Monsano, Italia
Grafica: Fabrizio Mariani
Ufficio stampa: Giovanni Desideri, Annalisa Cameli

lunedì 10 maggio 2010

Un'idea per il design d'arredo, ma anche un regalo originale.

Crearti.eu è un sito dove un gruppo di disegnatori professionisti si prefigge la mission di rendere l'arte accessibile a tutti, con la creazione di opere uniche nelle quali l'elemento personale e affettivo si miscela perfettamente con alcuni degli stili pittorici più famosi. Il sito dà, infatti, la possibilità di realizzare un ritratto pop art su tela personalizzato. È l'ideale per tutti gli appassionati di arte e per chi è alla costante ricerca di idee nuove per stupire con regali originali, che si addicono a tutte le occasioni. Ogni prodotto diviene così un pezzo unico caratterizzato dall'elemento personale rielaborato in chiave artistica.
A seconda del tipo di stile grafico scelto, da quello Warhol al Mondrian, dal fumetto di Lichtenstein ai Manga, l'utente può scegliere oltre alla dimensione del quadro, anche i colori dello sfondo e delle immagini per meglio adattarle al proprio arredamento. Può, inoltre, inserire un testo di dedica, un nome o una poesia. Per vedere alcuni esempi di realizzazione vi consigliamo di iscrivervi alla fan page.

venerdì 23 aprile 2010

Ad infinitum flectere

Una ricerca che parte dal microcosmo per

arrivare ad interpretare il cuore delle cose. Questo il filo conduttore dell'esposizione di arte contemporanea “Ad infinitum flectere”, curata e presentata dalla giornalista e critica d'arte Sonia Terzino e che sarà ufficialmente inaugurata sabato 24 aprile alle ore 18 presso il Relais La Fattoria di Vibio.

In mostra le creazioni di Elena Zanchi ed i lavori della bottega di Renzo Cappelletti.

Elena Zanchi è nata a San Sepolcro, dopo essersi diplomata all'Istituto d'arte della sua città natale, ha frequentato l'Accademia di Belle arti del capoluogo umbro. Si è laureata con il massimo dei voti ed ha continuato parallelamente al suo lavoro di creatrice di moda la sperimentazione nel panorama dell'arte contemporanea.

Ad infinitum flectere” Elena è presente con foto artistiche, oli su tela e sculture in terracotta. E' lo studio dell' infinitamente piccolo ciò che da sempre cattura l'attenzione dell'artista. L'essiccarsi delle foglie, il macerare della carta, le cose che perdono vita per prendere altre forme e dimensioni.

Opere di Elena Zanchi sono presenti alla Galleria l'Arte Reale di Bettona.

Renzo Cappelletti, decoratore e restauratore, per l'occasione presenta i lavori più rappresentativi della sua bottega. Nella collezione dei “neoattici” si possono ammirare le riproduzioni in gesso delle divinità greche come Apollo, Ermes, Eracle, Atena e Poseidone. Il neo atticismo è una fase della scultura antica iniziata nell'undicesimo secolo A.C. e conclusosi nel primo secolo D.C. Accanto ai lavori che si rifanno alle officine greche dei neoattici si possono ammirare quelli facenti parte della collezione delle “grottesche” il cui nome deriva dai reperti archeologi facenti parte della Domus Aurea di Nerone, scoperti nel 1480 e divenuti immediatamente popolari tra i pittori dell'epoca. Tra le opere più rappresentative la Chimera, un bassorilievo con decorazione a grottesca, che riproduce il mitologico animale dalla testa di leone, il corpo di capra e la coda di serpente.

La mostra si potrà visitare fino al 25 maggio con orario continuato ed ingresso gratuito.



Sonia Terzino

giornalista e critica d'arte

mercoledì 14 aprile 2010

Caravaggio e la fuga

A Genova la mostra della pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj

In occasione della riapertura degli interni restaurati e dei giardini di Villa del Principe, la Società Arti Doria Pamphilj è lieta di presentare la grande mostra “Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj”. Circa ottanta opere, di cui molte inedite, che documentano il mecenatismo della celebre dinastia genovese-romana, caratterizzato dalla costruzione e allestimento di magnifiche ville extraurbane, divenute oggi monumenti nazionali: l’antica villa marittima di Pegli a Genova, la famosa villa al Gianicolo detta del Bel Respiro, i casini d’Anzio e Nettuno, la villa fluviale a Trastevere conosciuta come Ripa Grande, quella dei Castelli romani ad Albano.

 

I quadri esposti in mostra sono quindi elaborati cicli pittorici commissionati per ornare queste splendide ville e costituiscono una tra le più straordinarie collezioni di paesaggi al mondo, comprendente opere di Momper, Bril, Grimaldi, Anesi, Swanevelt, Van Bloemen e molti altri maestri.

Ad introdurre le opere presenti, il celeberrimo capolavoro giovanile di Caravaggio, Riposo durante la Fuga in Egitto, unica opera dell’artista lombardo che comprenda un brano significativo di paesaggio, originariamente parte dell’arredo di uno dei Casini della villa al Gianicolo.

Fa da appendice alla mostra una serie di foto d’autore dell’artista contemporanea Lala Meredith-Vula. Intensi scatti in bianco e nero sul tema dei quattro elementi, pensati per essere accolti nella nuova residenza extraurbana della famiglia: il Rifugio Floridi Doria Pamphilj montano a Guarcino. Rivive così il sogno antico di fuggire dalla civiltà urbana moderna che, scomparsa la civiltà agricola, domina, oggi ancor di più, i paesaggi della società contemporanea.

Art Attack Adv, agenzia di comunicazione di Arti Doria Pamphilj, ha sviluppato per la mostra un’applicazione scaricabile dall'App Store di iTunes che rivoluziona il concetto di audioguida. Oltre ad accompagnare i visitatori durante il percorso espositivo, “Caravaggio e la fuga” è infatti una mini-guida con testi e immagini delle opere che i possessori di iPhone e iPod touch potranno portare via con sé come un souvenir virtuale di grande valore storico-artistico.

Maggiori informazioni su http://www.caravaggioelafuga.it

Distribuzione comunicati stampa internet
Comunicati-Stampa.com / Pivari.com
fabrizio (at) pivari.com

mercoledì 17 febbraio 2010

LaFaenzaCeramica fa rivivere le creazioni di Carlo Zauli

Zauli Collection di LaFaenzaCeramica è molto più di una semplice collezione. È la memoria storica di una delle più grandi firme dell’arte ceramica moderna. Una ricca collezione in porcellanato smaltato che, attraverso tre linee di prodotto - Leopardo, Quadrato, Universo - riproduce e rivisita le migliori creazioni di Carlo Zauli: artista, scultore tra i più importanti del ‘900 e fondatore del marchio LaFaenzaCeramica.
Una carrellata di suggestioni geometriche di sapore ora optical ed ora più essenziale. Quadrati, cerchi, stondature, ritmati da mille idee e trattamenti di superficie: sfumati, digradanti, concentrici, tono su tono, puntinati. Tre linee plastiche e ricche di carica estetica per una collezione unica, d’autore, esposta al MOMA di New York e al Victoria & Albert Museum di Londra, in grado di spaziare dalla esplosiva creatività degli anni ’60 al rigore degli anni ’80, in una ricca gamma cromatica che va dal beige al grigio, dal nero al verde e al viola. Con Zauli Collection il design che è entrato nella nostra storia entra nelle nostre case.

Carlo Zauli nasce a Faenza nel 1926 dove, compiuti gli studi artistici, rileva nel 1950 un vecchio laboratorio ceramico. Il suo linguaggio assume da subito un tratto contemporaneo e di ricerca, grazie al quale vince il “Premio Faenza” già nel 1953. Verso la fine del decennio puntualizza il proprio stile e giungono incarichi significativi come la realizzazione di grandi bassorilievi per il Palazzo Reale di Baghdad, per l’Hilton di Teheran e per il Poligrafico di Stato del Kuwait. Nei primi anni ‘60, Zauli precisa la propria ricerca formale e parallelamente ottiene i famosi smalti “bianchi”. Sono gli anni in cui giungono i primi successi espositivi internazionali (Madrid 1960, Johannesburg 1964, Rochester – USA 1964, Giappone, nello stesso anno). Nel 1968 esce la prima delle sei monografie sulla sua opera, a cura di Giulio Carlo Argan e Francesca Romana Fratini, mentre l’anno successivo, con le grandi “Ruote” e “Sfere” strappate, Zauli compie il suo definitivo approdo alla scultura. Tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi del decennio successivo, trova una definizione la sua poetica più matura: i “Fremiti naturali”, “Primari esplosi”, “Genesi” e “Metamorfosi”, con le quali è invitato alla Quadriennale di Roma del ‘73. Il decennio successivo si apre con un’intensa sperimentazione di nuove materie e linguaggi espressivi, Negli anni ‘90 la sua attività creativa gradualmente si affievolisce a causa di una malattia progressiva. Carlo Zauli muore a Faenza nel gennaio 2002. Sue opere sono presenti nel mondo in 36 musei pubblici e privati.

martedì 26 gennaio 2010

Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh

Cento grandi pittori e i fiori che non ti aspetti
24 gennaio 2010 - 20 giugno 2010 Musei San Domenico, Forlì

Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la "Fiasca fiorita" di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non conosciamo il suo autore. I diversi nomi suggeriti (ad esempio Cagnacci) collocano il suo autore in un ambito artistico che ha come referente Caravaggio. Probabilmente il quesito è destinato a rimanere irrisolto. Una cosa però è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista di fiori, ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, quella dedita alla rappresentazione della figura umana, alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto.

Attorno e a partire da questo capolavoro, nelle sale del Museo San Domenico di Forlì, si sviluppa una grande mostra che ripropone, da un punto di vista e con un approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco e l'affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, giungendo fino alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.

I capolavori di Van Dyck, Brueghel, Cagnacci, Strozzi, Dolci, Cignani e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, aiuteranno se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della "Fiasca fiorita" di Forlì. All'apice del Barocco, la fortuna del genere porterà alla nascita di una vera e propria specializzazione e alla frequente collaborazione tra pittori di figura e pittori di fiori.

I 100 capolavori esposti dimostrano come i quadri di fiori o i quadri di figura dove l'elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore abbiano raggiunto un'intensità e un'originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei cosiddetti "Fioranti". Rispetto al Settecento, quando il tema sembra diventare prevalentemente decorativo, l'Ottocento conosce una straordinaria ripresa. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione esclusiva e di grande qualità, ma inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, dal Romanticismo al Realismo, dall'Impressionismo al Simbolismo, a reinventare il genere dandogli un nuovo significato.

Hayez, Delacroix e Courbet, Fantin-Latour, Leighton, Moore, Alma Tadema, Gauguin e Monet, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin, Van Gogh e Previati saranno rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi. Ai valori del contenuto si sostituiscono quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai Fleurs du Mal di Baudelaire) la magia della pura visione dell'occhio dell'artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell'arte.

Come la grande mostra canoviana del 2009, che ha riscoperto i fondamentali rapporti tra Canova e Forlì, anche questa volta la prima parte della rassegna intende approfondire gli interessi naturalistici nella società e nella cultura forlivese, mostrando il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 - 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno messe a confronto con i dipinti di alcuni dei maggiori "Fioranti" tra Seicento e Ottocento.

Il catalogo è edito da Silvana Editoriale

Maggiori informazioni sulla pagina Facebook della mostra FIORI

Distribuzione comunicati stampa internet
Maleva srl
www.maleva.it/marketing/
fabrizio.pivari (at) maleva.it